La notizia, sui social media, non è più l’uomo che morde il cane

Condividi questo contenuto su:
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Il blog di Pierluca Santoro è tra quelli che leggo più volentieri. Perché a parlare sono i numeri, le fonti sono dirette e le riflessioni mai banali. Nell’ultimo post, in particolare, Santoro analizza i risultati di una ricerca sul consumo di informazione tramite i social media ed evidenzia un passaggio delle premesse.

L’indagine del Pew Research Center, infatti, definisce notizia una “information about events and issues that involve more than just your friends or family“. Cioé – banalmente – “un’informazione su eventi ed istanze che coinvolgono non solo i tuoi amici o familiari”. E con questo parametro, i ricercatori arrivano alla determinazione che la metà degli utenti adulti di Facebook, in America, utilizza questo social per leggere “notizie”.

Interessante. Ma a qualcuno le maglie di questa definizione potrebbero sembrare troppo larghe. Il dizionario Sabatini-Coletti, ad esempio, spiega che una notizia è “un’informazione di interesse generale trasmessa dai mezzi di comunicazione di massa”. Insomma: il discrimine tra una notizia e un’informazione qualsiasi starebbe nel mezzo di diffusione (idea superata dal Medioevo di internet, quando sono nati i blog) e nell’interesse pubblico a conoscere il fatto. Quest’ultimo è il concetto di pertinenza che – insieme a quelli di verità e continenza – costituisce uno dei tre pilastri giuridici del diritto di cronaca. Ma c’è un’altra scuola di pensiero.

E’ celebre una frase attribuita al direttore del New York Sun John B. Bogart (1848–1921): “When a dog bites a man, that is not news, because it happens so often. But if a man bites a dog, that is news”, avrebbe affermato il nostro. Tradotto: “Se un cane morde un uomo non è una notizia, perché accade troppo spesso. Se un uomo morde un cane è una notizia”. Spiegato: la notizia è un fatto insolito e degno di nota, anche se non necessariamente di interesse collettivo.

Delle due l’una. O i ricercatori americani hanno banalizzato il concetto di notizia piegandolo al loro interesse o nell’epoca dei social le notizie sono diventate altra cosa rispetto a come le abbiamo considerate fino ad oggi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *