Il principale rivale di Facebook non è Twitter, ma lo spam

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Non è a causa di Twitter o di un nuovo pericoloso concorrente, che oggi non esiste nemmeno all’orizzonte. Ma per la prima volta la sopravvivenza di Facebook (mi) appare seriamente in pericolo. Perché il social onnivoro creato da Mr Zuckerberg ha un avversario che rischia di fermarne il successo: lo stesso avversario che a suo tempo ha scalfito un’istituzione storica come la mail e che ha comunque contribuito ad uccidere alcuni servizi di posta che non avevano filtri potenti come quelli di Gmail.

Il problema si chiama spam (e scam, e phishing). Chiunque abbia un account di Facebook avrà notato, negli ultimi mesi, il proliferare di falsi profili che non sembrano essere di fattura artigianale ma generati in automatico. A chi di voi, tramite il più polare dei social, non sono arrivati decine di messaggi da presunte gnocche di tutto il mondo che dichiaravano di aver improvvisamente scoperto l’amore grazie a voi? Eccovi l’ultimo che ho ricevuto:

“Ciao Il mio nome è benedizione Paxton, ho visto il tuo profilo in (face book.com) oggi e si è interessata in voi, mi piacerebbe anche sapere di più, e voglio che tu inviare una mail al mio indirizzo mail così posso darvi la mia immagine per voi sapere chi sono. Qui è il mio indirizzo email (indirizzo mail cancellato, ndr). Io credo che possiamo passare da qui! E ricordo che la distanza o il colore non importa nulla, ma amore questioni assegnare nella vita. Sono in attesa di tua mail al mio indirizzo di posta elettronica sopra ligustro. vedere la vostra risposta al più presto”.

Alla decima mail del genere ho pensato di essere diventato un sex simbol. Ma purtroppo si tratta solo di un fastidioso tentativo di truffa. E chi gestisce un gruppo su Facebook si trova a dover fronteggiare un nemico ben più invadente, ma sempre con il solito italiano improbabile da Google translate. Come questo:

“Buongiorno, Sono un banchiere in pensione. Appena per dirli che faccio prestiti tra privato a quelli che sono responsabili d’ loro stessi allora se interessate volete lasciarmi il vostro messaggio e la somma di cui avete bisogno. Io pronta a partire da 5.000€uros a 500.000€uros. ATTENZIONE: Vi hanno spighette che prende in prestito e che rifiutano di rimborsare mentre i truffatori fanno ha tra voi ed interessare. Per contattarlo per mail: Cordialmente”. Hotsuite

Per non parlare dell’ormai tradizionale tentativo di scam della Fiat 500 Lounge praticamente nuova svenduta a 1.600 (ovviamente i soldi sono da anticipare e l’auto non arriverà mai).

Su Facebook sono in azione migliaia di account – ormai anche con nomi italiani, e dunque poco riconoscibili a monte – che chiedono l’iscrizione ai gruppi e poi promuovono improbabili servizi finanziari, offerte di prestito o vendite miracolose. Una volta entrati nel gruppo, postano il loro messaggio in bacheca (per fortuna l’admin ha la possibilità di eliminarlo e di bloccare l’utente in un colpo solo) e in risposta a tutti i messaggi precedenti creati dagli utenti (e qui bisogna cancellarli uno alla volta, anche se sono decine). Il tutto tramite potenti tool per la gestione multiaccount come Hootsuite

Una bella noia per i gestori dei gruppi. Ma anche per Zuckerberg. Riuscirà il nostro eroe a risolvere il problema e a fermare l’invasione degli spammer/scammer prima che la gente si stanchi di stare su Facebook? Da regolamento, oggi, sul popolare social non si possono postare foto di tette e l’account viene bloccato se si mandano troppe richieste d’amicizia a piacenti fanciulle sconosciute. La lotta contro l’invasione degli ormoni, insomma, non conosce sosta. Spero che Facebook metta le stesse energie nella guerra contro l’amore invadente delle troppe Benedizione Paxton che circolano da queste parti. Love kills.

 

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