Anche un titolista di giornale pensa al sesso ogni 52 secondi

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L’immagine che pubblico, e che sta circolando da qualche ora nei social media, è probabilmente un fotomontaggio (chiedo conferme agli amici friulani: l’edizione è quella di venerdì). Ma poco importa. Secondo una ricerca scientifica, gli uomini pensano al sesso ogni 52 secondi e dunque non è poi così strano che a un giornalista maschio possa scappare un refuso ad alta carica erotica. Magari titolando: “Benzina, stop alla figa in Slovenia”. Il fenomeno è più raro tra le femminucce, ma la tv ci ha consegnato alcuni fantastici lapsus freudiani in rosa, come il “non posso vivere senza ca(lcio)” di Antonella Clerici e il “Pirellone/Pisellone” di Silvia Nottoli su Più Valli Tv.

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Il classico dei classici del refuso erotico, però, è il confondere la fuga con qualcosa di più anatomico. Solo pochi giorni fa vi ho segnalato l’opera del Giornale di Brescia che, in un articolo, spiegava come un malvivente si fosse “dato alla figa per i campi circostanti, facendo perdere le proprie tracce grazie alla fitta vegetazione dei campi di mais“. Al Gazzettino, invece, hanno raccontato ai lettori che l’azienda sanitaria locale sta migliorando i servizi per evitare le fighe verso il Friuli Venezia Giulia. Un errore comunque veniale rispetto a quello de La Voce che ha (drammaticamente) titolato a piena pagina: “Conversano: tre morti per una figa di gas“.

Ma per non parlare sempre degli errori altrui vorrei ricordare ai miei 25 lettori anche il bel titolo che fece una collega su Bsnews.it (quotidiano con cui, oggettivamente, ho qualcosa a che fare): “Bagnolo, le casalingue a scuola di antichi saperi”. Un tributo a Edwige Fenech?

Fin qui l’inconscio. Ma ci sono titoli, probabilmente voluti, che hanno fatto la storia del giornalismo italico. Come quello sulla famosa doppietta rifilata dall’attaccante del Fiorenzuola alla Sammargheritese (“Pompini a raffica“) o il celeberrimo “falegname impazzito (che) tira una sega ad un passante”. Senza dimenticare le note di colore molto colorate (e colorite) inserite da un collaboratore di Bresciaoggi nella cronaca di una partitella di qualche categoria minore: “Spettatori 100, presenza di belle fighe tra il pubblico”. Ma a quest’ultimo è difficile dare torto: la cronaca è cronaca.

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